sincro

5 Jan/ "Bea" Adelizzi si ritira

MILANO - Anno nuovo... vita nuova. Beatrice Adelizzi, unica atleta italiana ad aver conquistato la medaglia iridata nel sincronizzato, si ritira dall'attività agonistica per dedicarsi allo studio. Iscritta all'Università di Chimica di Milano, lascia il cloro per nuotare verso un nuovo sogno: laurearsi presto, frequentare una stage di cosmetica e dedicarsi alla creazione di creme e profumi "a base biologica".
"Non posso più rimandare una scelta che sento doverosa - spiega la 21enne di Monza, tesserata per la Nord Padania e già sul podio agli Europei di Eindhoven nel 2008 con l'argento nel duo e il bronzo nel solo - Nelle ultime stagioni ho dedicato la vita al nuoto sincronizzato. Collegiali, allenamenti e una condotta di vita prettamente sportiva per attraversare un biennio ricco di soddisfazioni: le Olimpiadi, il Mondiale in casa. Emozioni che custodirò sempre".
E' il momento di scrivere un nuovo capitolo, lontano dal sincro nuotato, ma non necessariamente dalle piscine. "Mi piacerebbe contribuire ad accrescere il nuoto sincronizzato e collaborare con la mia società, il Nord Padania, magari costruendo percorsi alternativi, esercizi ancora mai visti".
Beatrice ha scelto il sincro ad otto anni. Nuotava; ha provato e non ha più smesso, almeno sino all'annuncio odierno. "Del sincronizzato mi è sempre piaciuto il lato artistico, molto vicino alla danza, oltre al lavoro di ricerca personale e di perfezionamento dei movimenti. E' uno sport che richiede tanta passione, determinazione e abnegazione. E' totalizzante; più dà, più richiede. Lo studio merita concentrazione e pari sacrificio. Ho posticipato la scelta accademica per preparare Olimpiadi e Mondiali. La medaglia di bronzo conquistata nel libero singolo a Roma 2009 mi ha arricchito personalmente e ha reso più difficile la mia decisione, ma il ritiro è necessario per non precludere possibilità professionali future. Una scelta sofferta, ma necessaria".
Quattordici anni vissuti in vasca da protagonista. "Non smetterò mai di ringraziare il CT Laura De Renzis, la mia compagna di doppio Giulia Lapi, la mia istruttrice societaria Ambra Iachetti, la mia insegnante di danza Prisca Picano, la Federazione e il Presidente Paolo Barelli e tutte le mie compagne e allenatrici con le quali ho condiviso questi splendidi anni. Non avrei mai raggiunto risultati così prestigiosi senza di loro". Ed un'infinità di ricordi che custodirà sempre. "Le medaglie mondiali ed europee innanzitutto, ma anche le prime volte: il terzo posto ai campionati italiani nel 2000 a Roma, all'Acqua Acetosa; il mio primo singolo con la Nazionale juniores premiato con l'argento agli Europei di Osweicim nel 2004; il settimo posto nel singolo tecnico ai Mondiali di Melbourne 2007 che mi ha dato la spinta per maturare velocemente, raggiungere il settimo posto con Giulia Lapi alle Olimpiadi di Pechino 2008 con un esercizio che valeva un piazzamento migliore e poi gli storici risultati dei Mondiali di Roma 09".
Tuta nel cassetto, è il momento delle riflessioni: "Più volte ho espresso l'esigenza di rivedere il regolamento, affinché la soggettività dei giudici possa essere limitata e subordinata a codici di riferimento come accade in altri sport. Nei tuffi, ad esempio, il quoziente di difficoltà moltiplica il punteggio dell'esecuzione del tuffo. Nel sincro no, così a volte capita che un esercizio tecnicamente molto difficile venga premiato meno dai giudici di uno più semplice da eseguire, interpretare e valutare". Non solo riflessioni, anche auspici: "Mi piacerebbe che il programma olimpico fosse esteso al singolo e al combinato. Entrambi possono essere molto innovativi. L'esercizio singolo sarebbe rappresentato dalle migliori atlete del mondo assicurando spettacolo; il combinato, raccogliendo le altre specialità, consentirebbe di visionare il nuoto sincronizzato nella sua globalità. E poi perché il pattinaggio artistico deve avere il misto e il sincro no? Sono favorevole all'apertura agli uomini: grazie all'espressione della mascolinità potrebbero dar vita ad un misto sensuale, interessante ed attraente per il pubblico". Infine una speranza: "che l'università, attraverso la sensibilità delle Istituzioni preposte, possa investire nello sport con adeguate strutture e coperture economiche affinché l'atleta non debba scegliere tra la pratica sportiva e l'istruzione".
Il ritiro di Beatrice Adelizzi è considerato dal Ct della Nazionale Laura De Renzis "una scelta coraggiosa, da comprendere. Come cittì sono molto amareggiata perché Beatrice lascia l'agonismo in un momento di crescita e sono sicura che avrebbe potuto ancora raccogliere molto a livello individuale ed in coppia con Giulia Lapi". "Abbiamo cominciato a lavorare insieme nel dicembre 2005 in vista degli Europei di Budapest - conclude - Bea è una ragazza timida, riservata e generosa nel lavoro. E' stato piuttosto faticoso stabilire un rapporto di continuità tra le prestazioni in allenamento e in gara, ma alla fine ci siamo riuscite e la medaglia di bronzo conquistata ai Mondiali di Roma è stata appagante: il risultato di un lavoro condiviso, intenso e maturato col tempo. Beatrice è una ragazza splendida, scoprirla quotidianamente è stato un piacere. La sua scelta merita il nostro rispetto. Mi auguro che possa raccogliere in ambito professionale gioie e soddisfazioni. In bocca al lupo!".

 

Fonte: www.federnuoto.it

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