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28 Giu/ :Il Papa abbraccia la famiglia del nuoto: Francesco incontra anche Il Presidente Nicola Pantaleo ed Elena di Liddo

Si è tenuta oggi nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, un incontro con il Santo Padre Papa Francesco ed una delegazione del trofeo Sette Colli guidata da Paolo Barelli - presidente della Federnuoto.

Grande emozione per tutti i partecipanti all'evento e tra le personalità e gli atleti che hanno avuto il priviliegio di abbracciare Sua Santità , per la nostra regione  erano presenti Nicola Pantaleo, il nostro Presidente del Comitato Regionale e la Nazionale Italiana Elena di Liddo.  

Di seguito la nota della Federazione Italiana Nuoto:

 

"In queste giornate di gare sportive oltre ai risultati tecnici, voi offrite anche una testimonianza di disciplina, di sano agonismo e di gioco di squadra". Parole del Santo Padre, che ha accolto nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, una delegazione del trofeo Sette Colli guidata da Paolo Barelli - presidente della Federnuoto, nonché della Ligue Europeenne de Natation e vice presidente della Federation Internationale de Natation - e composta da circa 300 persone tra campioni nazionali e internazionali, piccoli e grandi atleti in rappresentanza delle società, dirigenti dell'intero movimento. 

"Tutto questo costituisce una lezione di vita", ha proseguito Sua Santità, che poi ha ricordato come lo sport praticato con lealtà "diventa occasione di formazione ai valori umani e sociali" e come "il segreto è, oltre alla bravura individuale, l’aiuto reciproco". Evidenziando i valori della solidarietà e della collaborazione, Papa Francesco ha ricordato la "pallanuoto" e il "nuoto sincronizzato" e la giovane Noemi Carrozza "vostra compagna tragicamente scomparsa pochi giorni fa, qui a Roma. Ho pregato per lei e per la sua famiglia, e oggi la ricordo insieme con voi".

L'udienza privata si è aperta con il discorso del presidente Barelli che ha sottolineato i valori comuni allo sport e agli atleti che ne sono il responsabile veicolo. "Noi dello sport parliamo tutti la stessa lingua; abbiamo tutti gli stessi valori: lo sviluppo dell’uomo, la tolleranza reciproca che cresce in autentiche solidarietà e accoglienza, il superamento di tutte le barriere, la costruzione di tutti i ponti" e come l'acqua sia "indice di trasparenza morale" ed alimenti per il mondo del nuoto "la lealtà, il dialogo, la perseveranza".

 

"In queste giornate di gare sportive oltre ai risultati tecnici, voi offrite anche una testimonianza di disciplina, di sano agonismo e di gioco di squadra". Parole del Santo Padre, che ha accolto nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, una delegazione del trofeo Sette Colli guidata da Paolo Barelli - presidente della Federnuoto, nonché della Ligue Europeenne de Natation e vice presidente della Federation Internationale de Natation - e composta da circa 300 persone tra campioni nazionali e internazionali, piccoli e grandi atleti in rappresentanza delle società, dirigenti dell'intero movimento. 

"Tutto questo costituisce una lezione di vita", ha proseguito Sua Santità, che poi ha ricordato come lo sport praticato con lealtà "diventa occasione di formazione ai valori umani e sociali" e come "il segreto è, oltre alla bravura individuale, l’aiuto reciproco". Evidenziando i valori della solidarietà e della collaborazione, Papa Francesco ha ricordato la "pallanuoto" e il "nuoto sincronizzato" e la giovane Noemi Carrozza "vostra compagna tragicamente scomparsa pochi giorni fa, qui a Roma. Ho pregato per lei e per la sua famiglia, e oggi la ricordo insieme con voi".

L'udienza privata si è aperta con il discorso del presidente Barelli che ha sottolineato i valori comuni allo sport e agli atleti che ne sono il responsabile veicolo. "Noi dello sport parliamo tutti la stessa lingua; abbiamo tutti gli stessi valori: lo sviluppo dell’uomo, la tolleranza reciproca che cresce in autentiche solidarietà e accoglienza, il superamento di tutte le barriere, la costruzione di tutti i ponti" e come l'acqua sia "indice di trasparenza morale" ed alimenti per il mondo del nuoto "la lealtà, il dialogo, la perseveranza".

 

Discorso del Presidente Paolo Barelli 

 

Santità,

la presenza della famiglia del nuoto italiano e internazionale in questa splendida sala del Palazzo Apostolico è particolarmente emozionante per noi tutti: per le ragazze e i ragazzi, prima che atleti, in rappresentanza dei 1000 partecipanti al trofeo Sette Colli che uniranno simbolicamente tutto il mondo tra le corsie del Foro Italico.

Onora e commuove l’attenzione che Ella ha ritenuto di riservarci per conto dei due miliardi di praticanti le discipline acquatiche fin negli angoli più remoti della Terra, dei cinque milioni che siamo noi italiani del nuoto.

Noi dello sport, Santità, parliamo tutti la stessa lingua; abbiamo tutti gli stessi valori: lo sviluppo dell’uomo, la tolleranza reciproca che cresce in autentiche solidarietà e accoglienza, il superamento di tutte le barriere, la costruzione di tutti i ponti.

L’acqua per noi è indice di trasparenza morale, ed alimenta la lealtà, il dialogo, la perseveranza.

Siamo qui, ragazze e ragazzi, giovani e meno, atleti e no, per testimoniare tutti i valori nei quali viviamo.

Cercheremo di onorarli particolarmente in questi giorni di grande nuoto a Roma, al Trofeo Sette Colli che ha più di mezzo secolo di vita e ha riunito negli anni oltre 50.000 nuotatori in un lungo ed unico abbraccio di valori. 

Veniamo da tutti i Continenti, a testimonianza di quel mondo che tutti vorremmo.

Gli atleti, che quotidianamente si impegnano nel rispetto degli avversari e cancellano le discriminazioni che il vivere quotidiano troppo spesso nutre fra gli uomini; le famiglie, che con i loro molteplici sacrifici ne sostengono le aspirazioni sportive lungo un percorso di rettitudine morale;  i dirigenti, i tecnici, i giudici arbitri, che assai spesso da volontari dedicano tempo e azione ai giovani e allo sport come immagine di vita, mezzo di formazione umana e terreno di civiltà; noi tutti, Santità, portiamo nel cuore e nella nostra attività le parole e gli insegnamenti del Suo magistero.

Non dimenticheremo che un anno fa Ella volle citare San Francesco d’Assisi, quel verso “Laudato si’, mi Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et umile et pretiosa et casta”. Ed a questo aggiunse un pensiero che tutti ci accomuna: “L’acqua è vita, senza acqua non esiste la vita”.

La Sua attenzione ci fortifica ancora di più nei nostri intendimenti; la Sua benedizione che imploriamo sarà di maggiore incoraggiamento per proseguire il nostro cammino che ci porta nei valori della fede, dello sport e della solidarietà fra i popoli.  

Grazie Santo Padre.

 

Discorso del Santo Padre / Speech of Holy Father

discorso papa

 

Cari amici!

Vi do il mio cordiale benvenuto, con un “grazie” particolare al Presidente della Federazione per le sue parole.

In queste giornate di gare sportive – il Trofeo “Sette Colli” –, oltre ai risultati tecnici, voi offrite anche una testimonianza di disciplina, di sano agonismo e di gioco di squadra. Mostrate a quali mete si può arrivare attraverso la fatica dell’allenamento, che comporta un grande impegno e anche delle rinunce. Tutto questo costituisce una lezione di vita soprattutto per i vostri coetanei. Il nuoto, come ogni attività sportiva, se praticato con lealtà, diventa occasione di formazione ai valori umani e sociali, per irrobustire insieme col corpo anche il carattere e la volontà, e per imparare a conoscersi e ad accettarsi tra compagni.

Vorrei insistere un po’ su questa aspetto del “fare squadra”. Certo, il nuoto è uno sport prevalentemente individuale, ma comunque praticarlo in una società sportiva e addirittura a livello nazionale diventa un’esperienza di squadra, in cui contano molto la collaborazione e l’aiuto reciproco. E poi ci sono le staffette, e c’è la “Pallanuoto”, che è un classico gioco di squadra. Soprattutto c’è il “Nuoto sincronizzato”, che è veramente l’esaltazione del fare squadra: è tutto armonia, e l’eccellenza si raggiunge quando gli atleti si muovono in modo tale da formare un unico movimento. E’ davvero affascinante, e per noi comuni spettatori sembra quasi impossibile; ma anche lì, il segreto è, oltre alla bravura individuale, l’aiuto reciproco.

Parlando di nuoto sincronizzato non posso non pensare a Noemi, la vostra compagna tragicamente scomparsa pochi giorni fa, qui a Roma. Ho pregato per lei e per la sua famiglia, e oggi la ricordo insieme con voi.

Cari dirigenti e atleti, siate un buon esempio per i vostri coetanei, un esempio che può aiutarli a costruire il loro avvenire. Il linguaggio dello sport è universale e raggiunge facilmente le nuove generazioni. Perciò vi incoraggio a trasmettere messaggi positivi attraverso la vostra attività, contribuendo così anche a migliorare la società in cui viviamo.

Il Signore vi benedica e vi dia sempre la gioia di fare sport insieme, in spirito di fratellanza. Grazie.

 

(si ringrazia la sala stampa vaticana e photovat.com) 

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